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Settembre 2005 - Tutela delle transazioni

Un database per difendere le carte di credito


Il numero di operazioni tramite carta di credito eseguite in Italia è in costante crescita negli ultimi anni. Cresce anche il problema della sicurezza, e il Governo italiano cerca soluzioni.


Il volume di acquisti effettuati senza il pagamento diretto di denaro è aumentato notevolmente nel biennio scorso, ma ha portato alla ribalta un problema serio e di non semplice soluzione, quello della sicurezza. Le frodi online, soprattutto ai danni delle carte di credito, sono anch'esse in crescendo: il phishing è un fenomeno ben presente nella Rete e forse ancora sottovalutato dalle banche. Per far fronte al pericolo delle frodi online e per tutelare maggiormente il consumatore che si serve delle carte di credito, il Governo italiano ha promulgato la legge 166 del 17 agosto 2005, che prevede la creazione di un archivio informatizzato in grado di raccogliere informazioni e dati riguardanti le carte di credito personali e gli istituti di credito che le gestiscono.

I dati italiani

Secondo i dati forniti dalla Banca d'Italia, i pagamenti elettronici effettuati con carte di credito nel nostro Paese sono passati negli ultimi due anni da 310 milioni (con un movimento di euro pari a 28 milioni) a 381 milioni (pari a 36 milioni di euro). L'incremento di operazioni in moneta elettronica è stato di circa il 23% (cui corrisponde un aumento di importi mossi di poco inferiore al 30%). Anche le aziende ricorrono sempre più spesso ai pagamenti elettronici: si è passati dai 48 milioni di operazioni con carte di credito del 2002 ai 52 milioni del 2004 (crescita di circa l'8%). I dati ci parlano quindi di un fenomeno in espansione: il consumatore ha fiducia in questa formula di pagamento che non prevede l'uso diretto di denaro, mentre le aziende, pur ricorrendovi più che in passato, sono più prudenti nell'utilizzarla. E non è impossibile leggere in questi dati anche la difficoltà dei consumatori finali a gestire contanti in questa fase di mercato.

Sicurezza e contromisure

I dati avrebbero potuto mostrare aumenti anche più considerevoli, forse, se non esistessero problemi di sicurezza: istituti di credito e banche faticano a trovare adeguate contromisure alle frodi online. Tuttavia, l'Associazione Bancaria Italiana tende a minimizzare il fenomeno: l'ABI stima nello 0,003% del totale delle transazioni effettuate l'impatto delle frodi elettroniche. Le recenti operazioni delle Forze dell'ordine, però, testimoniano una crescente preoccupazione. Secondo la Card Protection Plan, multinazionale inglese che si occupa di assistenza e protezione delle carte elettroniche di pagamento, in Italia nel 2004 1 carta di credito su 4 �stata usata in modo improprio, mentre, nello stesso anno, si è registrato un aumento del 25% di carte bloccate per furto o smarrimento. Le stime dell'Osservatorio sulle frodi creditizie del CRIF, gruppo bolognese specializzato nello sviluppo e gestione dei sistemi di supporto per intermediari finanziari, mostrano che le regioni più colpite da frodi telematiche sono la Campania, la Toscana, il Lazio e la Sardegna, dove spesso operano bande criminali che si sono specializzate nel furto di identità e nella contraffazione di carte di credito e bancomat (clonazione di carte, alterazione del supporto plastico dei bancomat ecc.). I clienti più a rischio sono quelli di età compresa tra i 36 e i 45 anni. Questi dati producono l'idea che il fenomeno, per quanto ancora sommerso, sia in rapida accentuazione.

Le risposte del Governo

In risposta a questa incombente minaccia arriva la Legge 166/2005, varata dal Governo il 17 agosto: prevede l'istituzione presso il Ministero dell'economia e della finanza di un sistema centrale di prevenzione delle frodi online sulle carte di pagamento. A questo coopereranno, trasferendo dati e informazioni, tutte le società, le banche e gli intermediari finanziari che emettono carte elettroniche di pagamento e che gestiscono reti commerciali di accettazione di tali carte. Si tratta in sostanza di creare un immenso database, gestito dall'Ufficio centrale antifrode, al quale saranno ricondotte tutte le informazioni e i dati identificativi riguardanti tutte le anomalie d'uso: le transazioni non riconosciute dai titolari di carte di credito, i punti vendita e gli esercizi commerciali a cui è stata revocata la convenzione per motivi di sicurezza, gli sportelli automatici manomessi, le operazioni che configurano un rischio di frode e le aziende o i punti vendita coinvolti. La banca dati sarà in contatto con l'archivio della Banca d'Italia, in un ottica di scambio di informazioni a tutela del consumatore; anche le società segnalanti potranno accedere in qualsiasi momento al nuovo strumento informatizzato per raccogliere informazioni o fare accertamenti. Nel momento di operazioni di pagamento con strumenti elettronici, quindi, il gestore della transazione entrerà in contatto con il database per stabilire se la carta è funzionante, se il venditore ha avuto in passato segnalazioni e via di seguito nei controlli.

I dettagli

A definire tutti i dettagli per l'applicazione operativa della legge dovrà provvedere un decreto del Ministero dell'economia, entro due mesi dall'entrata in vigore della legge stessa. In questa sede dovrebbero essere trattate alcune questioni lasciate in sospeso durante l'esame parlamentare del testo della legge, come per esempio l'introduzione della fotografia del titolare sulla carta di credito, oppure l'assegnazione di un identificativo agli esercizi commerciali aderenti ad un particolare circuito per il pagamento elettronico (bancomat e carte di credito). Un gruppo di lavoro, con funzioni consultive, supervisionerà la gestione e il trattamento dei dati raccolti, il cui completamento è previsto per l'anno fiscale 2007. Non dovrebbero sorgere problemi riguardanti la privacy, come alcuni commentatori avevano fatto notare immediatamente dopo l'uscita della legge: infatti, la comunicazione dei dati personali al database dovrebbe avvenire soltanto nella fase di controllo, e non c'è motivo per cui siano in seguito trattenuti nell'archivio, a meno che non siano riconosciuti in qualche modo fraudolenti!
Il nuovo sistema centrale di raccolta dati potrà fornire in tempo reale informazioni sulle carte clonate e sui furti d'identità e quindi potrebbe risultare un ottimo deterrente alle frodi informatiche e dare un importante aiuto agli inquirenti.
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