e-business - Ottobre 2004 - E-learning

Formazione, imprese in prima fila


La formazione continua in azienda diventa sempre più importante per restare competitivi. Da una ricerca esce un quadro complessivo sulla situazione dell'e-learning in Italia.


Cresce il settore dell'e-learning in Italia, trainato dalle imprese, apprezzato dalle Università, tra breve sarà valorizzato anche nella Pubblica Amministrazione e nel mondo della Sanità. È questa la sintesi del ricerca "Evoluzione del Mercato e-Learning nel Sistema Italia" realizzata dall'Osservatorio Anee/Assinform 2004 in collaborazione con Cnipa. Basata su un campione di 920 imprese, 77 Atenei italiani e 20 direzioni regionali, lo studio guarda per la prima volta all'uso dell'e-learning anche nel mondo della PA, delle scuole e della Sanità.
Lo spaccato italiano che emerge è positivo: un mercato in crescita, lievitato nell'ultimo anno del 67% e dominato dalla spesa del settore imprenditoriale. Sono le aziende a credere più di altri alla formazione tramite strumenti informatici. Oltre ad aumentare in volume, le spese di questo settore erodono anche il mercato interno, facendo calare sensibilmente le quote degli altri attori.

Contenuti e outsourcing

Secondo ANEE/Assinform, contenuti, tecnologie, servizi e consulenze alla fine del 2004 avranno un valore di 428,8 milioni di euro, contro un volume di 256,3 milioni di euro generato nel 2003. L'87,4% di questo mercato gravita intorno alle aziende e mostra una tendenza ad affidarsi sempre più all'outsourcing. Anche se i finanziamenti regionali ed europei sono in calo, un progetto su cinque, oggi, è supportato dal Fondo Sociale Europeo o da finanziamenti pubblici.
L'e-learning interessa sempre più le aziende di medie dimensioni. Quelle grandi, infatti, spendono meno, ma il mercato cresce: ciò significa che il settore sta entrando in una fase commerciale, che tocca anche realtà come le Pmi. Le società di formazione, inoltre, sono in calo e lasciano sempre più spazio ai cosiddetti "global e-learning service provider".
La componente su cui si investe di più non sono la tecnologia o i servizi, ma i contenuti, cuore dell'intero sistema della didattica, che rappresentano oggi il 40,8% del mercato.

L'e-learning in azienda

Che cosa succede, invece, sul fronte della domanda? Nelle aziende italiane l'e-learning è ormai un tema noto (il 42,9% ha effettuato o ha in corso progetti di questo tipo) ed è considerato il metodo formativo più efficiente. Incomincia a erodere la storica fiducia nell'uso dell'aula. Sebbene ancora destinato a risorse tecnico-operative, coinvolge sempre più i quadri (16,3%) e i dirigenti (14,7%). La tecnologia per l'e-learning è, infatti, cambiata e offre strumenti di cooperazione, come chat o forum, opportunità che consentono anche scambi di esperienze tra i livelli più alti. Per ora comunque la spesa si concentra ancora sul fattore "addestramento". I più coinvolti nelle attività di e-learning sono infatti figure tecniche che lavorano in ambito Ict e Tlc oppure commerciale.

Spesa per disciplina formativa (cliccare sull'immagine per ingrandirla)

Gli altri settori

Anche nel mondo universitario l'e-learning gode di buona salute. Secondo lo studio dell'Osservatorio ANEE/Assinform, la sua diffusione è costante. La percentuale di università che offrono percorsi di e-learning puri o misti (ovvero lezioni in aula alternate alla formazione a distanza) è cresciuta passando dal 73% del 2003 all'83% del 2004. Allo stesso modo, le università con un "Centro di Ateneo" dedicato alle attivit´┐Żdi e-learning sono raddoppiate, passando dal 26% al 53%. Tra questi il Politecnico di Milano risulta essere una delle migliori otto best practise a livello europeo. Le motivazioni che spingono gli Atenei verso l'e-learning sono chiare: flessibilità ed efficienza.
Nella Pubblica Amministrazione, invece, la situazione è ben diversa: presupposti legislativi, organizzativi e finanziari, la scarsa dotazione di infrastrutture tecnologiche e la modesta cultura informatica influenzano pesantemente l'adozione di soluzioni per l'e-learning. Grandi clienti come il Miur o il Ministero degli Interni trainano il mercato, ma permane una frammentazione dei centri decisionali. Le cose, comunque, stanno cambiando. La banda larga sta crescendo nella PA e 500 mila dipendenti possiedono già un Pc. Inoltre, l'e-learning è percepito come fonte di risparmio e strumento su cui investire.
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