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Luglio 2004 - Gli utenti dei motori

L’uso dei motori


Le formule di promozione a pagamento dei siti sui motori di ricerca vanno a mille. Ma gli utenti Internet come rispondono? Un’indicazione importante per chi punta tutto sulle strategie a pagamento.


Mentre i motori di ricerca affinano sempre più le loro offerte di visibilità a pagamento, gli utenti sembrano andare avanti per la loro strada. Lo rivela una ricerca condotta in America da iProspecte sugli utenti dei più importanti motori al mondo. Mediamente, su una query/campione, il 60,5% degli utenti di Google, Yahoo!, MSN e Aol utilizza i risultati standard piuttosto che quelli a pagamento. In realtà, ci sono differenze anche notevoli tra un caso e l’altro, anche se il trend generale sembra indiscutibile: non solo pubblicit�#33;

Dove si scelgono i risultati standard

Gli utenti di Yahoo! e di Google sembrano scegliere i risultati standard senza dubbio nei confronti di quelli a pagamento. Per quanto riguarda Yahoo! è il 60,8% degli utenti a preferire i risultati standard, mentre i navigatori che preferiscono i risultati standard di Google sono ben il 72,3%. È evidente che gli utenti di questi servizi percepiscano i risultati standard come validi e attendibili, e quindi facciano meno ricorso alle segnalazioni a pagamento.

Standard o pagamento?

Un po’ diverse le considerazioni per MSN e Aol. Per quest’ultimo, gli utenti sembrano dimostrare assoluta parità d’intenti tra la scelta dei risultati a pagamento e di quelli standard. Nel caso di MSN, addirittura, il 71,2% degli utenti ha scelto risultati a pagamento come i più attendibili per le proprie ricerche. Un esito in controtendenza. Per gli esperti, la questione sarebbe spiegabile con la facilità di confondere risultati a pagamento e risultati standard nelle pagine di MSN.

Pagare o no, dunque?

Proprio questo ultimo dato può far riflettere meglio sulla strategia che le aziende devono seguire rispetto al posizionamento sui motori di ricerca. Infatti, se da una parte è vero che la maggior parte degli utenti è più propensa a considerare attendibili i risultati standard, dall’altra emerge evidente la considerazione che una forte presenza pubblicitaria tra i risultati costituisca un buon generatore di visite. In fondo, anche soltanto il 30-40% di visitatori di Yahoo! e Google che seguono i risultati a pagamento non sono pochi visitatori, considerando i volumi generati da questi due motori.

Dati a conferma

Questa ricerca, in sostanza, conferma e rafforza le considerazioni già espresse in un precedente studio pubblicato da WebAdvantage alla fine dello scorso anno. In sostanza, da quella ricerca era emerso che gli utenti Internet con interessi business si rivolgevano ai risultati pubblicitari dei motori per meno del 40% dei casi. Le loro preferenze andavano piuttosto ai risultati standard, con ricerche approfondite fino alla seconda e terza pagina di risposta del motore alla loro richiesta.

Vale anche per il mercato italiano?

Le ricerche di cui abbiamo parlato sono state condotte su utenti americani di servizi americani. La domanda sorge spontanea: questi dati hanno valore anche per l’Italia? Probabilmente sì, e forse devono essere addirritura rafforzati. Infatti, gli utenti americani hanno una dimistichezza con la pubblicità maggiore di quanta ne abbiano gli utenti del vecchio continente in genere. In Italia, poi, è ancora piuttosto alta la diffidenza nei confronti della pubblicità, soprattutto dai consumatori finali.

Un insegnamento preciso

Quello che le aziende e i siti business dovrebbero imparare da queste ricerche è abbastanza chiaro. Pur in forte crescita e con un’attenzione sempre maggiore, la visibilità sui motori di ricerca non passa soltanto attraverso una strategia a pagamento. Farsi pubblicità su un motore di ricerca è in grado di attrarre verso il proprio sito un buon numero di navigatori e utenti selezionati. Vista la diffidenza verso i risultati a pagamento, chi li sceglie non ci arriva per caso. Quindi, questi utenti sono potenziali clienti a tutti gli effetti. Detto questo, però, non è possibile trascurare il pagerank, il posizionamento nei risultati standard dei motori. Infatti, la maggior parte di navigatori si affida ancora ad essi, e avere un buon ranking significa poter raggiungere una platea assai più ampia. La miglior promozione sui motori di ricerca deve obbligatoriamente passare per un mix di strategia a pagamento e di posizionamento nei risultati standard.
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