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Settembre 2004 - Instant messaging

La messaggistica istantanea si fa aziendale


Due ricerche diverse riferiscono come l’instant messaging sia ormai proiettato a diventare uno strumento di lavoro in tutto e per tutto.


Aol, Yahoo!, Msn, Icq: sono questi i campioni di diffusione a livello di instant messaging (IM) mondiale. Il pieno successo di questa forma di comunicazione rimane però ancora frenato dalla mancanza di interoperabilità tra piattaforme diverse e da alcuni pregiudizi sulle possibilità di distrazione che tali programmi offrirebbero. Ora, però, le cose stanno cambiando, come dimostrano gli studi promossi da Pew Internet & American Life Project e dalla stessa AOL.

L’instant messaging in generale

Secondo la prima, complessivamente, circa il 43% (circa 53 milioni) degli utenti Internet americani usa l’instant messaging, in netta crescita (+29%) rispetto ai precedenti dati disponibili, riferiti al 2000. Già il 24% degli IM users riferisce di utilazzarlo con maggior frequenza dell’e-mail. In prospettiva, il successo sembra inarrestabile: nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 27 anni il 46% degli utenti lo utilizza gi�più dell’e-mail. La percentuale si abbassa nella fascia d’età compresa tra i 28 e i 39 anni (18% circa) e diventa minima in quelle successive.
In generale, però, il suo uso è già molto consolidato, anche se non raggiunge la diffusione dell’e-mail.
Secondo il report di AOL, le fasce d’età giovane non possono fare a meno dell’IM. Si pensi che tra gli utenti Internet della fascia 13–21 anni, ben il 90% lo utilizza. Man mano che l’età avanza, il suo rimane alto, anche se in diminuzione.

Uso dell’IM per fasce d’età

L’instant messaging al lavoro

Per lo studio di Pew, il 21% (11 milioni circa) degli utenti IM lo utilizza comunemente al lavoro. Di questi ultimi, il 40% lo utilizza con i colleghi, il 33% con amici o parenti, il 21% con entrambi. Più della metà degli utenti IM, dunque, utilizza lo strumento in termini lavorativi. Le persone che usano l’instant messaging al lavoro lo ritengono in maggioranza un mezzo utile: l’11% non potrebbe più farne a meno, il 68% ritiene che abbia più aspetti positivi che negativi. Scarso il numero di coloro che lo valuta in maniera negativa: il 4% pensa che abbia più aspetti negativi che positivi, il 10% preferirebbe non averlo proprio.

    Percezione dell’uso di IM in ufficio


Sul miglioramento delle procedure e delle comunicazioni all’interno dell’ufficio, la percezione non è così positiva, ma la maggioranza continua a considerarlo valido. Sul lavoro di gruppo, per il 40% lo migliora nettamente, per il 15% vi contribuisce in misura contenuta. Il 41%, invece, esprime un giudizio negativo, dicendo che non vi contribuisce affatto.

    Contributo dell’uso di IM al lavoro di gruppo


Ancora, per il 50% degli IM users l’instant messaging fa risparmiare tempo nello sviluppo dei progetti, per il 26% no, mentre gli altri non si esprimono.

Le prospettive

Tre dei messenger più diffusi sono ormai costantemente nella top ten delle applicazioni più usate sul Web. L’uso della banda larga e dei collegamenti continui non può che portare a una maggior diffusione degli instant messaging, anche in Italia. Come sempre, lo strumento in sé è neutrale: né buono né cattivo. Dipende dall’uso che se ne fa. Se ne viene fatto un uso personale sul posto di lavoro può essere discutibile, ma lo stesso dovrebbe valere per l’e-mail come per le altre applicazioni. In assoluto, i vantaggi che può portare sul posto di lavoro sembrano nettamente maggiori rispetto agli svantaggi. Quando i diversi sistemi potranno “parlarsi” liberamente (cioè quando le varie piattaforme potranno interagire), allora l’IM sarà destinato, in prospettiva, a superare l’e-mail come mezzo di comunicazione. Per il momento è presto.

Le solite insidie

Mentre la maggior parte dei dubbi sull’utilizzo dell’instant messaging si concentra sull’uso che ne viene fatto, all’orizzonte sono già apparse insidie ben maggiori sulla strada del suo sviluppo. Niente di nuovo, è bene intendersi. I nemici sono sempre i soliti, e ben conosciuti: lo spam e i virus. È la sicurezza la sfida globale dell’immediato futuro.

Lo spIM

Lo spam via instant messaging prende comunemente il nome di spIM. Anche se non ci sono ancora numerosi studi sul fenomeno, la sua pericolosità appare già evidente. Secondo il Radicati Group alla fine del 2004 lo spIM sarà in aumento netto rispetto all’anno precedente: il volume si triplicherà, passando dai circa 400 milioni di messagi indesiderati del 2003 agli 1,2 miliardi. Così, il 5% complessivo di tutti i messaggi istantanei (privati e aziendali) sarà già spamming. La stragrande maggioranza di questo spamming è dominato da messaggi pornografici (70%), seguito da metodi vari per diventare ricchi (12%), da vendita di prodotti (9%), da messaggi per prestiti di denaro o genericamente finanziari (5%).
La struttura dello spIM si avvale del fatto che chi sta usando un istant messenger è per forza collegato. Il tenore dei messaggi, quindi, è sempre quello di un invito amichevole a collegarsi all’url inserito nel corpo del messaggio (per oltre il 90% dello spIM).

I virus via IM

L’altra grande insidia allo sviluppo dell’istant messaging è data dalla diffusione di virus o worm. Anche in questo caso il fenomeno non è ancora osservato con frequenza, ma alcune considerazioni sembrano già preoccupantemente plausibili. Nel 2003 gli istant messenger e i sistemi peer to peer, accomunati da Symantec nella sua relazione annuale, avevano veicolato 19 tra i 50 virus più diffusi, con una crescita del 400% rispetto all’anno precedente. Gli IM possono essere un bersaglio più facile per i malintenzionati, perché su di essi non si è ancora puntata l’attenzione dei produttori antivirus e soprattutto degli stessi utenti. In generale, l’IM è utilizzato come veicolo di diffusione, difficilmente rappresenta l’oggetto da colpire. Da lì può infiltrarsi un virus o worm in grado di bloccare il Pc e di replicarsi attraverso lo scambio di messaggi istantanei. Un perfetto veicolo d’infezione.
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