usability - Febbraio 2005 - Regole base

Le norme dell'usability


Sulla base dell'esperienza e dell'osservazione, molti autori hanno codificato una serie di regole basilari per creare siti usabili. Un buon punto di partenza.


L'usability non è una scienza esatta. Non possono essere codificati scientificamente i criteri di realizzazione di un sito usabile. L'usabilità rappresenta il grado di facilità con cui un'utente può interagire con un sistema, in questo caso con il sistema-sito Web. È evidente che, anche solo per la presenza di un elemento fortemente variabile (l'individuo utente), l'usability non può essere ricondotta a formule di tipo matematico. Ciononostante, molti autori si sono soffermati su alcuni principi chiave, su alcune norme che dovrebbero avere un valore assoluto. Prima di chiarirci il senso e il limite di queste norme, vale la pena vedere insieme almeno quelle più famose.

Il decalogo di Nielsen

Jakob Nielsen è sicuramente il nome più ricorrente tra gli studiosi di usability. La sua carismatica competenza è universalmente riconosciuta e le sue tesi sono spesso fonte di discussione per la Web community mondiale. Attraverso l'analisi fattoriale di 249 errori comuni emersi in vari casi osservati e analizzati, Nielsen arriva a stilare, con la sua proverbiale decisione (spesso criticata da chi non la pensa come lui), 10 norme o principi generali per l'usability. Senza descrivere né commentare ciascuna di queste norme nel dettaglio, vediamo almeno in che cosa consistono:
1) informare costantemente gli utenti sulle azioni che stanno svolgendo (visibilità dello stato del sistema)
2) utilizzare il più possibile il linguaggio comune e quello di riferimento degli utenti (corrispondenza tra sistema e mondo reale)
3) fare in modo che l'utente abbia sempre il controllo sul contenuto informativo del sito, potendosi muovere liberamente e capendo con chiarezza quali e dove sono i link di collegamento (controllo e libertà per gli utenti)
4) mantenere aspetto ed elementi grafici (e struttura generale) coerenti in tutte le pagine, in modo da rassicurare l'utente (consistenza e uniformità)
5) evitare condizioni per cui l'utente possa commettere degli errori (in tutte le fasi d'interazione, dalla registrazione ai form agli acquisti online) o essere ingannato (dai link) e dargli sempre la possibilità di tornare all'home page o uscire dal sistema (prevenire gli errori)
6) utilizzare struttura del sito e layout delle pagine facili e schematici in modo che gli utenti possano trovare immediatamente i percorsi interni desiderati (indicare piuttosto che far scoprire)
7) creare percorsi di navigazione differenziati, che possano adattarsi al livello di competenza ed esperienza degli utenti; al tempo stesso, assicurarsi che il sito garantisca risposte rapide agli imput degli utenti - tempo di risposta entro i 10 secondi (flessibilità ed efficenza)
8) mettere sempre in primo piano il contenuto informativo del sito, evitando inutili orpelli decorativi ed elementi grafici troppo marcati e per questo disturbanti (importanza del contenuto e semplicità grafica)
9) a ogni eventuale errore dell'utente deve sempre corrispondere un'informazione pronta e precisa, capace di aiutarlo a ripristinare una situazione ottimale di navigazione (informare sugli errori e fornire elementi di riparazione)
10) facilitare sempre l'utente nella navigazione e nella fruizione di ogni parte del sito, dedicandogli spiegazioni e aiuti di vario genere (aiuto e supporto documentato)

Le aree di riferimento

Come si è potuto vedere, le norme in sé non rappresentano un mondo nuovo nella realizzazione di siti Web. Semplicemente, cercano di codificare una serie di atteggiamenti capaci di evitare errori comuni, determinati dall'osservazione di casi reali. In sostanza, potrebbero essere riassunte in tre macro-aree d'intervento: la navigazione e l'orientamento dell'utente nel sito, la prevenzione e la gestione dei possibili errori, la coerenza e l'uniformità delle varie pagine del sito, sia internamente sia esternamente per gli standard e le convenzioni del Web. Prima di tutto, le norme di Nielsen sono consigli di buon senso, che ciascun web designer dovrebbe tenere presenti. Il carisma e la notorietà di Nielsen, poi, spesso lo spingono a trasformare i consigli in diktat, e questo gli ha procurato non poche antipatie online (soprattutto tra i supporter di Flash).

Le norme degli altri

Sebbene Nielsen sia il più famoso e seguito guru dell'usability, non è l'unico. Molti altri autori si sono soffermati sulla possibilità di codificare atteggiamenti virtuosi nella creazione di siti usabili. Dai buoni consigli di Nielsen si può passare con facilità a norme di tipo tecnico, specifiche per la realizzazione dell'interfaccia, a veri e propri suggerimenti pratici, consigli d'uso buoni per tutti i siti. Ancora, se si affronta la questione da un punto di vista della comunicazione figurativa, forse le immagini e la grafica che Nielsen relega in secondo piano potrebbero apparire centrali per altri autori. E ancora le tecniche di marketing e la pubblicità televisiva ci insegnano che a volte delle belle immagini sono più significative di mille parole.

I punti di vista

Perché ci siamo addentrati in questa selva di punti di vista differenti? Senza bisogno di vedere altri decaloghi di buona realizzazione (peraltro abbondantemente presenti in Rete) appare chiaro che ciascun soggetto, ciascun consulente, ciascun guru affronta la questione a modo suo. Allora, le regole non valgono niente? Tutto il contrario: valgono molto, e soprattutto valgono tutte quante. Basta avere ben presenti i loro limiti e le loro intrinseche potenzialità.
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