usability - Maggio 2004 - Colori (2)

Uso e combinazioni


Nell’impostazione cromatica delle proprie pagine Web è bene tenere presente alcune caratteristiche dei colori e del loro uso.


Spesso nell’impostazione delle proprie pagine Web si lavora a gusto e a impressioni. Non soltanto gli amatori di Internet lo fanno, ma anche professionisti e committenti. Invece, sarebbe sempre bene tenere presenti alcune semplici regole che possono aiutare l’usabilità del sito. Questo accade anche per l’uso dei colori.

La teoria dei colori

Senza dilungarsi in aspetti tecnici interessanti soprattutto per i professionisti grafici, è almeno importante richiamare le linee di base della conoscenza dei colori.
Secondo l’analisi fisica, i colori possono essere distinti in elementari o primari (giallo, rosso, azzurro) e composti o secondari (verde, viola, arancione), che appunto derivano dalla combinazione di due primari. I termini estremi del registro cromatico sono il bianco e il nero. I colori complementari sono le coppie tra primario e secondario derivante dagli altri due primari. Per esempio sono complementari giallo e viola (composto di rosso e azzurro).

 
 
 

La fisica dei colori

In fisica più che di colore bisognerebbe parlare di sensazione di colore. Infatti, ogni radiazione elettromagnetica di lunghezza d’onda compresa tra 0,8 e 0,4 micron dà origine a una sensazione di colore. Il colore di un certo corpo dipende dalla distribuzione spettrale della luce incidente e di quella riflessa. Se un corpo è colpito da luce bianca e riflette solo la componente verde, apparirà verde. Un corpo che assorbe tutte le componenti, apparirà nero.
Oltre alla questione fisica pura, d’altra parte, conta anche la fisiologia, cioè la ricezione del colore da parte dell’occhio umano, e la conseguente lettura che ne fa il cervello. Per questo motivo, hanno la stessa importanza i colori quanto le combinazioni di colori. Si vedano gli esempi riportati qui sotto e si registrino le diverse impressioni che derivano da queste coppie di rettangoli. Le dimensioni sono uguali per tutti, ma così non sembrano di primo acchito. I colori sono sempre gli stessi, ma si notino che differenze ci sono tra un uso e un altro.


I colori elettronici

Se la fisica, la fisiologia e la psicologia dicono la loro rispetto ai colori, anche l’elettronica gioca un ruolo di non scarso rilievo. Infatti, le apparecchiature elettroniche sono in grado di visualizzare soltanto intervalli o gamme di colori definite e molto inferiori rispetto alle capacità di ricezione dell’occhio umano (capace di percepire fino a 108 colori). Le categorie più utilizzate sono le scale RGB (Rosso, Verde, Blu) e CMYK (Ciano, Magenta, Giallo e Nero). Per esempio, la prima è comunemente utilizzata dagli schermi dei Pc, la seconda nelle soluzioni di stampa.
In sostanza, le gamme RGB comprendono un sottoinsieme di colori derivanti dalle possibili combinazioni dell’emissione di luce rossa, verde e blu. È ovvio però che modello, tipo, età del monitor possono influire – poco o tanto – sulla riproduzione del colore.

Segue l’approfondimento
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