ShinyNews Home  |  Azienda  
E-Business Usability
Web Usability
Marketing & Advertising
Diritto
Internet Economy
Cerca articolo
 
Usability
Nuovi standard si impongono
Obiettivi in linea
Potere alla parola
L'inventario dei contenuti
Quale linguaggio per il Web
Quale priorità per l'usability Web
Anche i blog vogliono cura
Fiutare i contenuti
Gestire gli ingressi "profondi"
Gestire le immagini nei siti di e-commerce
Migliorare i siti di commercio
La parola nell'home page
Come strutturare il sito
L'iceberg dell'architettura
Usability 2.0: abbandonare la tassonomia?
Trovare le informazioni
L'arte di registrare
Standard è meglio
Attributi del carattere
I tipi di carattere
Alleate e diverse
Font, il carattere di un sito
Il Web sta nel link
I problemi all'italiana
I dieci problemi 2005 targati Nielsen
CMS: vantaggi e svantaggi
L'ipertesto, chiave del Web
I flussi cambiano l'informazione?
L'importanza della prova
Flash: usabilità possibile
Flash: rivedere i giudizi?
Organizzare le informazioni
Nascosto nell'HTML
Superare le norme
Le parti in evidenza
Le norme dell'usability
Link chiari per destinazione e contenuto
I testi partono dalla titolazione
L'utilità del micro-contenuto
Sito accessibile? Sì, grazie
Grafica, contenuto, ma soprattutto struttura
Il formato delle immagini Web
Lo stile di un sito
L’uso dei colori nella comunicazione
Uso e combinazioni
Armonia ed equilibrio
Dare voce al Web
Sapere a chi si parla
Dove guardano le pupille?
L’occupazione dello spazio
Edificare il sito
Ciò che non deve mancare
L’importanza dell’accoglienza
versione stampabile
Maggio 2007 - Clic to target

Obiettivi in linea


La disposizione del contenuto è un elemento centrale nella progettazione di pagine usabili. Obiettivi chiaramente raggiungibili contribuiscono a migliorare le performance del sito.


L'organizzazione del contenuto è fondamentale per l'usabilità del proprio sito e conseguentemente per migliorarne le performance. Aldilà degli aspetti generali legati all'architettura delle informazioni, la regola generale che si esprime, in relazione agli obiettivi dei propri utenti, è quella dei tre clic. Ogni azione deve essere possibile attraverso tre soli passaggi. Ma è proprio vero?

I pregi del "tre clic"...

La regola - molto citata tra gli esperti di usability - si rifà in modo evocativo a quel sacrosanto principio per cui un obiettivo deve sempre poter essere raggiunto con il minimo sforzo. In questo caso, con il minimo dei passaggi. Dalla home page a una pagina di dettaglio e quindi all'obiettivo, in linea di massima. La regola serve a tutti i webmaster per ricordare che è controproducente disseminare il percorso verso un obiettivo di pagine inutili, orpelli grafici e ridondanti spiegazioni.

...e i limiti

Naturalmente, la regola dei tre clic, come tutte le regole, è fatta per non essere applicata. Il principio generale che sottostà a questa regola deve essere interpretato con buon senso e nel rispetto del materiale a disposizione. La voce più autorevole contro questa regola è quella di Jakob Nielsen, il quale afferma addirittura che la capacità degli utenti di un sito di e-commerce di raggiungere l'obiettivo è cresciuta del 600% dopo che la distanza tra home page e obiettivo fu portata a quattro clic invece dei tre della norma.

La semplicità premia

La motivazione con cui Nielsen spiega il successo del proprio esperimento è semplice. Se a tutti i costi si cerca di mantenere fede alla norma dei tre clic, l'home page potrà risultare caotica ed eccessivamente affollata, con un risultato ben peggiore per l'utente che non un passaggio in più: quello di sbagliare percorso o di non capire su quale link cliccare per raggiungere il proprio obiettivo. Semplificare il contenuto può significare allungare di qualche passaggio il percorso per raggiungere il proprio obiettivo, ma l'utente ne avrà di sicuro maggiore soddisfazione.

Capire quale scelta

In fase di progettazione, il buon senso deve andare quindi di pari passo con l'esperienza, la facilità a capire la user experience e la dimestichezza con gli atteggiamenti degli utenti. Il tutto può essere verificato tramite specifici test di usability e, una volta online, costantemente monitorato valutando le statistiche del proprio sito.

Percorsi verso l'obiettivo

Un aiuto indispensabile arriva dall'analisi dei percorsi degli utenti all'interno del proprio sito. Nel verificare questa voce bisogna cercare di capire se la strada
scelta dagli utenti è lineare o meno verso i vari obiettivi presenti sulle nostre pagine. I percorsi dovrebbero essere quanto più lineari possibili. Se a un certo obiettivo si può arrivare da molteplici percorsi, forse sarà utile apportare qualche semplificazione. Se una pagina è individuata come snodo verso molti percorsi diversi probabilmente rischia di essere troppo ricca di contenuto per l'utente, costretto a districarsi tra troppi obiettivi finali. Forse, a livello di struttura, sarebbe bene affiancare a queste altre pagine e segmentare ciascuna di queste pagine verso un obiettivo più specifico oppure inserire nuove pagine specifiche a un livello sottostante.

Tempi come indicatori di difficoltà

Un aiuto ulteriore può arrivare dai tempi di permanenza sulle singole pagine: su pagine di servizio, un utente dovrebbe poter compiere l'analisi del contenuto presente e quindi la scelta in 30-40 secondi, al massimo in un minuto. Se i tempi medi ci indicano una permanenza superiore al minuto e magari tendente ai due minuti o più, probabilmente significa che il contenuto è eccessivo e l'utente non riesce a districarsi prontamente. Naturalmente, nell'analisi dei tempi bisognerà tenere conto della ricchezza del contenuto presentato, a volte necessario.


Ogni sito è un caso a sé

Fare delle considerazioni generali non è semplice, perché ogni sito è diverso da un altro per impostazioni, scelte, ricchezza contenutistica. Resta il fatto che l'analisi incrociata tra i percorsi scelti dagli utenti e i tempi di permanenza sulle singole pagine che compongono quel percorso può suggerire molti spunti di analisi ulteriore, magari con test specifici.
Scrivi a proposito di questo articolo