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Settembre 2004 - Immagini Web

Il formato delle immagini Web


Nel contesto del progetto grafico delle proprie pagine Web è indispensabile sapere come gestire le immagini. A partire dal formato.


Abbiamo più volte segnalato l’importanza del messaggio intrinseco alle scelte grafiche e dei colori delle pagine Web. Le immagini da inserire nel sito Web fanno parte di questo contesto: prima di tutto, devono quindi rispondere agli stessi criteri individuati come basilari nella costruzione grafica della pagina (coerenza del messaggio ed equilibrio, anche cromatico). All’atto pratico, poi, il primo elemento con cui si ha a che fare è il formato stesso delle immagini.

I formati

I file di immagini permettono di riprodurre sullo schermo del PC un disegno o una fotografia in formato grafico. I formati (cioè i metodi di salvataggio elettronico) esistenti sono molti: GIF, JPEG, PNG, TIFF, BMP e altri ancora. Nel Web, però, i formati utilizzati e supportati da tutti i browser sono soltanto i primi tre.

Il formato GIF

Il più diffuso formato grafico per il Web è il GIF o Graphic Interchange Format. Questo tipo di compressione è lossless, cioè non lavora a perdita di dati: nella compressione dei dati al momento del salvataggio sono mantenuti tutti i dati originali, senza alterazioni.
Può esportare immagini che contengono al massimo 256 colori e se l’originale ne contiene di più può produrre una significativa perdita di qualità. Per questo motivo, i file GIF sono indicati per immagini con pochi colori o per immagini con aree molto estese di un singolo colore. Il suo uso è normalmente legato a immagini vettoriali, geometriche o testo.
La caratteristica vincente del formato GIF è il supporto della trasparenza. Le immagini sono sempre rettangolari o quadrate e soltanto tramite l’effetto di trasparenza del colore di fondo si possono rendere sullo schermo figure non geometriche. La trasparenza, però, si pu´┐Żapplicare a un solo colore per volta.
GIF permette anche di creare brevi sequenze dinamiche con le GIF animate e supporta il metodo interlacciato. Consente cioè di visualizzare un’anteprima meno dettaliata dell’immagine completa mentre si sta caricando la pagina. Questa caratteristica si rivela di grande utilità in caso di connessioni lente.

Il formato JPEG

Con la sigla JPEG si fa riferimento al formato Joint Photographic Experts Group. JPEG è un metodo di lossy compression, lavora cioè con perdita di dati. La compressione altera i dati originali: l’algoritmo di compressione elimina i colori superflui e quindi la perdita di qualità nell’immagine è direttamente proporzionale al livello di compressione scelto. A bassi livelli di compressione, la qualità è praticamente inalterata. Questo è lo stesso motivo per cui in immagini con vaste aree di singolo colore i blocchi in tinta unita possono apparire con delle ondulazioni in prossimità dei bordi. L’effetto finale è quello di una scarsa messa a fuoco. JPEG supporta immagini a 24 bit, e il suo uso è fortemente consigliato quindi con immagini che presentino più di 256 colori, fotografie e texture, per esempio.

Il formato PNG

Un’alternativa a entrambi i formati visti è rappresentata dal formato PNG o Portable Network Graphics. Non ha ancora preso piede in maniera definitiva, ma in teoria potrebbe sostituire sia GIF sia JPEG senza rimpianti. PNG supporta da 256 colori con PNG-8 fino a 16,7 milioni di colori con PNG-24. PNG-8 può essere considerato alla stregua di GIF: un formato particolarmente adatto per immagini a grandi aree di tinte unite e comunque con un numero limitato di colori. PNG-24 vale un po’ come il formato JPEG, e consente una buona resa per le immagini di carattere fotografico e con un numero elevato di colori. PNG è un formato lossless, non perde dati durante la compressione. Questo lo rende un formato più pesante in termini di KB rispetto a JPEG, per esempio, ma mantiene una qualità delle immagini migliore (anche se su Web questa differenza potrebbe pure non essere percepita). Inoltre, PNG supporta la trasparenza fino a 256 livelli di colore e supporta il metodo interlacciato (con tempi di caricamento notevolmente diminuiti rispetto alle corrispondenti immagini in GIF). Al contrario, PNG non supporta alcuna animazione, lasciando questo compito al formato MNG o Multiple-Image Network Graphics, suo stretto parente. La diffusione di PNG può essere stata limitata in parte dalla convinzione di un non pieno supporto da parte dei browser (vero in passato, soprattutto per Internet Explorer): a oggi, tutti i problemi sono superati e PNG può a buon diritto essere considerato un formato alla pari se non migliore rispetto a GIF o JPEG.
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