usability - Novembre 2004 - Accessibilità e usabilità

Sito accessibile? Sì, grazie


Che cosa significa rendere accessibile il proprio sito? Renderlo disponibile per tutti. Senza costi aggiuntivi e senza soluzioni tecniche difficili è possibile migliorare il proprio sito e dare un'immagine positiva di sé.


Vi siete mai chiesti se il vostro sito è facilmente visionabile, consultabile, interrogabile da tutti allo stesso modo? Ipovedenti, persone con disabilità, anziani, giovani inesperti di Internet? Quando si pensa alla costruzione di un sito, si devono valutare una serie di parametri insieme: pubblico di riferimento, esperienza degli utenti, necessità e competenze di chi viene a visitare il vostro sito, capacità di usare il mezzo Internet, impedimenti fisici. Ognuno di essi ha un peso equivalente, da non sottovalutare. Per esempio, non servono molte informazioni se sono difficili da visionare, così come non ha senso cercare di raggiungere un pubblico molto vasto se poi si inseriscono link complessi o una navigazione oscura, pagine che si deformano con il cambiare del browser o colori confusi.

Rendere un sito accessibile

La nozione di accessibilità estende questi esempi a tutti gli elementi del sito: dalla grafica al testo, dai link al codice colore, dall'architettura delle informazioni al semplice disegno di tabelle. Rendere accessibili le pagine Web è un lavoro che richiede la conoscenza di regole (poche e semplici) e l'utilizzo di strumenti per effettuare simulazioni. Le regole da conoscere e rispettare sono contenute nelle Web Content Accessibility Guidelines 1.0, le linee guida del WAI (Web Accessibility Initiative) pubblicate sul sito del W3C.org. Se seguite con cura, queste indicazioni permettono, per esempio, agli utenti disabili di accedere senza difficoltà (o con minori impedimenti) al contenuto dei siti Web.

Le 14 Linee Guida WAI

Le regole WAI possono essere riassunte in pochi principi, estremamente semplificati. È ovvio che per raggiungere gli obiettivi indicati da queste linee guida non bastano semplici accorgimenti, ma è necessario applicare precise scelte tecniche, che richiedono esperienza di programmazione, in particolare nei linguaggi Html, Css, Smile, quelli più usati per creare pagine Web di base. Obiettivo finale: rendere il sito realmente fruibile da tutti. Ecco come, in 14 passaggi:
1)  Fornire alternative equivalenti al contenuto audio e video, attraverso forme di contenuto integrativo o specifiche etichette scritte;
2)  Non fare affidamento sul solo colore;
3)  Usare marcatori (tag Html) e fogli di stile (Css), e farlo in modo appropriato;
4)  Chiarire l'uso di linguaggi naturali;
5)  Creare tabelle che si trasformino in maniera elegante e coerente (al variare delle condizioni di visualizzazione);
6)  Assicurarsi che le pagine che danno spazio a nuove tecnologie si trasformino in maniera elegante e coerente;
7)  Assicurarsi che l'utente possa tenere sotto controllo i cambiamenti di contenuto nel corso del tempo;
8)  Assicurare l'accessibilità diretta delle interfacce utente incorporate;
9)  Progettare in modo da garantire l'indipendenza dal dispositivo di visualizzazione (tipicamente il browser);
10)  Usare soluzioni provvisorie;
11)  Usare le tecnologie e le raccomandazioni del W3C.org;
12)  Fornire informazione per la contestualizzazione e l'orientamento;
13)  Fornire chiari meccanismi di navigazione;
14)  Assicurarsi che i documenti siano sempre chiari e semplici.

Livelli di accessibilità e verifica

Secondo indicazioni internazionali, recepite e divulgate in Italia da Iwa-Italy, e in Europa dal consorzio EuroAccessibility i livelli di accessibilità si suddividono in tre categorie: A, AA e AAA. Il primo stadio si raggiunge quando si risolvono problemi che "devono essere risolti" (priorità definita "must"), perché impediscono l'accesso ai contenuti a determinate categorie di utenti. Il secondo quando si affrontano problemi che "dovrebbero essere risolti" (priorità definita "should") per facilitare l'uso della pagina a determinate categorie di utenti. Infine, la tripla A si ottiene quando si eliminano problemi che "possono essere risolti" (priorità definita "may") al fine di migliorare l'utilizzo della pagina da parte di alcune categorie di utenti. Per rendere accessibile un sito si devono correggere subito i problemi con priorità A e in seguito i problemi di livello AA. Con accessibilità AAA si raggiunge poi il livello più elevato. Ma come verificare questi livelli? Dopo aver realizzato una pagina accessibile bisogna effettuare dei test. Il sistema più semplice è quello di affidarsi ad applicazioni studiate per eseguire automaticamente queste valutazioni: Screen Reader, Validatori, LIFT o browser testuali (Lynx). Lo strumento più noto è certamente il W3C Validator, mentre il più famoso Screen Reader è invece JAWS.

Chi è obbligato?

Per le imprese o i privati non esiste un preciso obbligo a rispettare queste norme. Oggi molti produttori di software, in particolare per il content management, stanno adeguando i sistemi di publishing affinché permettano la costruzione di siti accessibili. Un obbligo, comunque, non c'è. Per la Pubblica Amministrazione, invece, è diverso. Come per i siti federali degli Stati Uniti - che devono rispettare le regole imposte dalla Section 508 - la Legge nº 4/2004 sull'accessibilità, nota anche come "Legge Stanca", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2004, impone alla PA italiana l'adozione di accorgimenti per l'accesso facilitato alle informazioni e l'impiego di "tecnologie assistite" che permettano alle persone disabili, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere ai servizi erogati dai sistemi informatici.

Perché puntare sull'accessibilità

Un sito web accessibile è certamente un sito Web di qualità, che dimostra attenzione da parte del team di sviluppo per le esigenze degli utenti, compresi quelli disabili. Lo sforzo per rendere un sito accessibile è minimo: perché privare il vostro sito di un pubblico piú ampio? É anche, secondo J. Nielsen una scelta economica: gli utenti disabili si dimostrano clienti affezionati con chi cura le loro esigenze. E poi, comunque, sposare la filosofia dell'accessibilità non comporta controindicazioni. Non ci sono svantaggi. La versione accessibile di una pagina è graficamente identica alla versione non accessibile. Le modifiche sono invisibili, si tratta di accorgimenti di programmazione e ovviamente di una sensibilità al valore della comunicazione Internet. Una qualità che certamente viene riconosciuta dai navigatori.
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